Cura della persona

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PRODOTTI NATURALI A BASE DI ERBE PER LA CURA DELLA PERSONA

I prodotti per la cura della persona servono a prendersi cura del proprio corpo e del proprio benessere quotidiano.
Il benessere psicofisico è fondamentale per vivere una vita sana ed equilibrata e per ottenerlo è importante ritagliarsi alcuni momenti da dedicare solo a sé stessi: lavaggi, lavande, abluzioni, trattamenti viso, massaggi, cura di pelle e capelli sono piccoli rituali da rinnovare ogni giorno, con l’aiuto dei prodotti per la cura della persona.
I prodotti naturali a base di erbe e piante utili per la cura della persona, la cosmesi e l’igiene personale e igiene intima:

  • oli essenziali
  • oli per massaggi
  • gel
  • pomate
  • creme
  • cosmetici naturali
  • saponi artigianali
  • dentifrici 
  • sciroppi
  • caramelle balsamiche
  • amari a base di erbe


La bellezza è l'insieme delle qualità percepite tramite i cinque sensi, che suscitano sensazioni piacevoli che attribuiamo a concetti, oggetti, animali o persone nell'universo osservato, che si sente istantaneamente durante l'esperienza, che si sviluppa spontaneamente e tende a collegarsi a un contenuto emozionale positivo, in seguito a un rapido paragone effettuato . La bellezza è consciamente o inconsciamente, con un canone di riferimento interiore che può essere innato oppure acquisito per istruzione o per consuetudine sociale. Nel suo senso più profondo, la bellezza genera un senso di riflessione benevola sul significato della propria esistenza dentro il mondo naturale.

Cura della persona: Oli Essenziali

Gli oli essenziali o oli eterici sono prodotti ottenuti per estrazione a partire da materiale vegetale aromatico, ricco cioè in "essenze" (da non confondere dunque con il termine aromatico usato in chimica organica per le strutture altamente insature). Le essenze vengono prodotte dalle piante per molteplici ragioni, e in alcuni casi forse anche come scarti. Le ipotesi più forti vogliono che le essenze svolgano funzione allelopatica, e di attrazione degli impollinatori.
Gli oli essenziali sono miscugli oleosi di sostanze organiche differenti, che possono essere ottenuti per distillazione o per spremitura da un'unica tipologia di vegetale, del quale conservano caratteristiche quali sapore e odore. Sono molto abbondanti in certe famiglie di vegetali e la quantità contenuta in una pianta dipende dalla specie, dal clima e dal tipo di terreno. Talvolta diverse parti della stessa pianta possono produrre oli essenziali diversi a causa della presenza di sostanze chimiche differenti o di concentrazioni diverse delle stesse sostanze. Una volta estratti si presentano come sostanze oleose, liquide, volatili e con odore aromatico. Solitamente portano il nome della pianta dalla quale provengono. Nella maggior parte dei casi si tratta di miscugli liquidi a temperatura ambiente, anche se non mancano i casi in cui il costituente principale è solido, come ad esempio l'olio essenziale di menta o di timo. La loro densità è spesso minore di quella dell'acqua, sulla quale galleggiano. Sono solubili in solventi organici e insolubili o pochissimo solubili in acqua, ma grazie alla loro lieve idrofilia possono trasmetterle il proprio odore; risultano facilmente trascinabili dal vapor acqueo nonostante il loro alto punto di ebollizione (150-300 °C). Gli oli essenziali si trovano in cellule indifferenziate più grosse oppure in tessuti secretori, sono in genere incolori o di colore giallo pallido o giallo arancione. Se contengono composti azulenici possono essere di colore blu o verde-blu. Se esposti alla luce tendono a resinificare a causa della formazione di perossidi.
Gli oli essenziali come li conosciamo oggi sono un prodotto relativamente moderno. Nonostante il concetto di estrazione in corrente di vapore sia abbastanza antico e probabilmente sia stato sviluppato dai tecnologi arabi più di mille anni fa, questa tecnologia non fu mai utilizzata per isolare gli oli essenziali, bensì per ottenere le acque aromatiche, che erano considerate le vere "essenze" delle piante. Soltanto con il progredire della tecnologia fu possibile isolare con sempre maggior efficienza gli oli essenziali e incominciare ad utilizzarli. Possono essere contenuti in varie parti della pianta:

  • sommità fiorite (lavanda, rosmarino, timo);
  • fiori (camomilla, arancio, gelsomino, violetta);
  • foglie (basilico, eucalipto, verbena);
  • frutti (anice, finocchio, pepe, ginepro, vaniglia);
  • scorza di frutti (arancio, bergamotto, limone);
  • radici e rizomi (iris, zenzero).

Le metodologie di estrazione accettate nella definizione di olio essenziale sono la distillazione in corrente di vapore (che si distingue poi in distillazione nella quale il materiale è immerso in acqua e distillazione nella quale il materiale è sospeso sopra la fonte di vapore), la spremitura a freddo (delle bucce o epicarpo dei frutti del genere Citrus), e per alcune autorità anche la distillazione a secco o distruttiva (usata ad esempio per ottenere l'olio di cade a partire da Juniperus oxycedrus). L'olio essenziale è quindi un estratto fitochimico selettivo, nel senso che un particolare gruppo fitochimico è scelto e selettivamente rimosso dalla pianta. Vale la pena sottolineare che l'estratto è altamente selettivo, dato che isola una componente minoritaria della pianta (mediamente dallo 0,01% al 2%). Le essenze contenute nelle piante sono la fonte degli oli essenziali come prodotto, ma non sono completamente sovrapponibili a essi dal punto di vista chimico, dato che gli oli essenziali contengono solo le molecole volatili alle condizioni di estrazione e idrofobiche (le molecole volatili e idrofiliche si perdono nelle acque aromatiche).

Cura della Persona: Oli per massaggi naturali

L'olio da massaggio è un prodotto che viene utilizzato allo scopo di ottenere una serie di benefici durante l'esecuzione dei massaggi. Attualmente, sul mercato sono disponibili numerosissimi tipi di oli da massaggio che differiscono l'uno dall'altro per composizione ed effetti che dovrebbero sortire. Se non si vuole ricorrere all'acquisto di un prodotto industriale, è possibile realizzare in autonomia il proprio olio da massaggio, miscelando oli vegetali ed essenze naturali. L'utilizzo dell'olio da massaggio è previsto nell'esecuzione di molteplici tipologie di massaggio, da quello estetico a quello terapeutico, passando per quello rilassante e sportivo. Naturalmente, è molto importante non sottovalutare i rischi connessi all'utilizzo di un prodotto di questo tipo. Difatti, non si può escludere la comparsa di reazioni allergiche in individui sensibili in seguito all'applicazione dell'olio da massaggio. Per questo motivo, prima di utilizzare il prodotto, sarebbe bene testarlo su una piccola porzione di cute.

Il principale motivo per cui si utilizza l'olio da massaggio è quello di favorire lo scorrimento delle mani del massaggiatore sul massaggiato, quindi di favorire l'esecuzione del massaggio riducendo l'attrito che potrebbe crearsi.mA detta di molti, inoltre, l'uso dell'olio da massaggio può rivelarsi utile per trasferire il calore dalle mani del massaggiatore alla pelle di chi riceve la manipolazione. Oltre a ciò, dall'uso di un olio da massaggio si possono trarre altri benefici:

  • Riducendo l'attrito, l'olio da massaggio può evitare che la pelle del massaggiato si irriti
  • Gli oli esercitano un'azione idratante ed emolliente, permettendo alla pelle di non seccarsi e migliorandone l'aspetto al termine del trattamento.

Quando all'olio da massaggio sono addizionati ingredienti aggiuntivi (ad esempio, sostanze attive di diverso tipo, estratti, oli essenziali, ecc.), è poi possibile ottenere ulteriori benefici dall'uso di questo prodotto. Ad esempio, gli oli essenziali aggiunti all'olio da massaggio - oltre ad essere utilizzati per i potenziali effetti benefici che dovrebbero verificarsi una volta entrati in contatto con la pelle - vengono sfruttati anche per scopi aromaterapici (non è raro, per esempio, che nell'ambito di un massaggio rilassante, all'olio da massaggio venga aggiunta l'essenza di lavanda, nota per le sue proprietà calmanti).

Cura della Persona: Gel e Pomate

Le pomate non sono definite dalla farmacopea ufficiale e - inserite all'interno della più ampia categoria delle preparazioni semisolide per applicazione cutanea - vengono implicitamente suddivise in unguenti e creme, a seconda del sistema fisico di cui sono costituite.

  • Unguenti: sono preparazioni anidre o quasi (cioè a basso contenuto in acqua e molto ricche di grasso), costituite da una base povera di acqua ricca di sostanze grasse e resinose. La particolarità degli unguenti è proprio quella di avere un notevole contenuto di sostanze grasse; per questa caratteristica, sono indicati nel trattamento delle dermatosi secche, squamose ad impronta lichenoide ed ipercheratosica (in generale in tutti i casi di secchezza cutanea marcata, mentre risultano controindicati in presenza di infiammazioni cutanee significative, specie in fase acuta). Non vengono assorbiti dalla pelle, ma formano uno strato superficiale su di essa, che risulta di difficile spalmabilità e particolarmente untuoso; di conseguenza, per le sue proprietà occlusive e "di barriera", questo strato di grasso esplica un vantaggioso effetto emolliente di lunga durata, con riduzione della TEWL. Essendo privi di acqua, gli unguenti si conservano in genere molto bene, rendendo superfluo l'utilizzo di conservanti.
  • Creme: sono emulsioni formate da due fasi - grassa (O) ed acquosa (A) - di cui una prevale sull'altra (nelle O/A, più comuni, prevale la fase acquosa e sono per questo definite idrofile; in quelle A/O prevale la fase grassa e sono per questo definite idrofobe o lipofile avvicinandosi di più agli unguenti). Sono impiegate in genere come veicolante per medicamenti, in quanto soprattutto le emulsioni O/A sono facilmente assorbite dalla cute; quelle più grasse, risultano invece piuttosto untuose al tatto e trovano impiego principalmente nei prodotti la cui funzionalità è legata alla permanenza sulla superficie cutanea, come i cosmetici protettivi per il sole, le creme da massaggio e quelle ad effetto barriera. Contenendo acqua, le creme necessitano di conservanti.

NOTA BENE: nell'immaginario comune, la pomata è spesso intesa come un unguento o come una crema lipofila O/A; non a caso, viene genericamente descritta dal profano come una "crema grassa". Molti autori fanno rientrare nella categoria delle pomate anche altre preparazioni semisolide per applicazione cutanea:

  • Gel: sono liquidi trasformati in masse gelatinose tramite opportuni gelificanti, come pectina, gomma arabica, colla di pesce, gomma adragante, derivati della cellulosa, dell'amido, i carbomer ecc.; sono indicati nelle forme essudative, o qualora sia desiderato un veicolo trasparente, non grasso e non occlusivo, oltre che piacevole e rinfrescante.
  • Paste: contengono un'elevata proporzione di sostanze solide ridotte in polvere (amido, carbonato di calcio, caolino, ossido di zinco, polveri vegetali ecc.), che non si sciolgono ma vengono finemente disperse negli eccipienti. La loro principale caratteristica è di essere molto assorbenti, quindi riescono a trattenere sostanze nocive o indesiderate, come gli essudati tipici di alcune malattie della pelle o l'ammoniaca prodotta per alterazione batterica dell'urina. Sono molto usate in pediatria come protezione per la regione gluteo-perineale; pensiamo ad esempio alle paste all'ossido di zinco nelle dermatiti irritative, come quelle da pannolino o le dermatiti periorali da leccamento.
    Nella loro formulazione più semplice, le pomate sono costituite da una base semplice (come la vaselina, il grasso animale o la cera d'api) in cui in cui sono disciolti o dispersi uno o più princìpi attivi.Tra gli eccipienti lipofili od oleosi più comunemente contenuti nelle basi delle pomate si ricordano vaselina, burro di cacao, cera d'api, grasso animale (sugna o grasso di maiale, olio di fegato di merluzzo o di pescecane, spermaceti...), olio di mandorle, olio di oliva, olio di semi di girasole, olio di argan, olio di jojoba; tra gli eccipienti idrofili spicca invece la lanolina. Chiaramente gli eccipienti tipici della medicina popolare (come i grassi animali), pur essendo di facile reperibilità presentano degli aspetti negativi piuttosto limitanti, come il cattivo odore, la facilità all'irrancidimento, quindi la scarsa conservabilità, e l'eccessiva untuosità.

Tra gli estratti vegetali più usati nella formulazione di pomate fitoterapiche ritroviamo:

  • estratti di calendula: contro arrossamenti, tagli, bruciature, scottature solari, disturbi circolatori venosi (vene varicose, flebiti, emorroidi) e piaghe da decubito. Applicata localmente la calendula accelera la cicatrizzazione ed ostacola l'infiammazione e le infezioni da stafilococchi; migliora infine l'irrorazione cutanea rendendo la pelle più elastica, quindi più resistente agli insulti meccanici.
  • estratti di ippocastano, centella, amamelide: emorroidi, vene varicose, gambe stanche e pesanti, capillari fragili
  • propoli: azione antisettica, antibiotica
  • iperico: azione ammorbidente, cicatrizzante, antinfiammatoria
  • arnica montana, artiglio del diavolo, salice, uncaria, spirea: azione antinfiammatoria contro contusioni e reumatismi

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